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È sempre stata una terra di passo, battuta nei secoli da soldati, mercanti, monaci, pellegrini, pastori e briganti. E' adesso un itinerario da "slow travel", da percorrere lungo il versante laziale del parco nazionale d'Abruzzo. Il monte Pizzuto da una parte, con i boschi di faggi abitati da camosci e orsi, e la valle dall'altra, disseminata di rocche e castelli medievali, verdi pianure e tarrazze di ulivi, muri a secco e casolari di campagna. Salendo fino al borgo, a settecento metri di quota, ci si ritrova in un labirinto di pietra, respirando un'aria sottile che sa di bosco e di camini accesi.

 
Corriere della Sera